Nel mediterraneo il mare non ha mai rappresentato un confine, ma una via di comunicazione ,di commercio e cultura . Nell'antichità si navigava vicino alle coste e soltanto nella bella stagione perchè una tempesta poteva mandare in fratumi le imbarcazioni. Il mediterraneo aveva isole che circondavano la grecia offrendo porti naturali. Due civiltà devono la loro fortuna al mare, la civiltà fenicia e quella cretese.
L'isola di creta è una terra montagnosa posta al centro del mediterraneo orientale. La civiltà cretese sviluppò due tipi di scrittura, una era definita lineare A e l'alra era la scrittura geroglifica , ma in entrambi i casi queste scritture non sono mai state decifrate.Non sappiamo quindi quale lingua si parlasse nell'isola e il mistero è diventato ancora più fitto da quando è stato ritrovato nel 1908 a.c.il disco di Festo in cui sono incisi 242 segni. Oggetti di origine cretese sono stati ritrovati in varie zone del mediterraneo allo stesso modo a creta sono stati ritrovati oggetti provenienti dai paesi del mediterraneo che dimostrano un attivo commercio marittimo. Attorno al 1700 a.c Cnosso era la città più popolosa del mediterraneo, fondata sui commerci , era una talassocrazia . Talassocrazia , letteralmente dominio marittimo, è una forma di governo che si basa sul dominio del mare . In particolare il termine talassocrazia si riferisce alla teoria secondo la quale all'epoca della fioritura della civiltà minoica quest'ultima godeva del predominio sul mare Egeo. L'esempio più vicino ai giorni nostri di una talassocrazia è quello della potenza navale statounitense che , con i sui dodici gruppi da battaglia di portaerei, può proiettare la propria potenza praticamente in ogni punto del globo terraque , attraverso l'uso combinato della potenza aereonavale, secondo la dottrina si Alfred Thayer Mahan . I cretesi erano particolarmente abili nella creazione di piccoli oggetti , tipo gioielli e vasi, e nella pittura . Nei palazzi infatti vi sono pitture dai vivaci colori e dalle forme molto eleganti .Attorno al 1650 a.C., le città-palazzo cretesi furono distrutte da un terremoto, ma risorsero, ora unificate, sotto il dominio di una unica città, Cnosso. Dal nome di un re di Cnosso, Minosse, deriva il nome con il quale gli storici chiamano anche la nuova civiltà rinata: minoica.
La scrittura cretese, la lineare A, si sviluppò nel 1700 a.C., ma non è ancora stata decifrata. Dalle fonti archeologiche, emerge l'immagine di una società agiata e pacifica, nella quale la donna era molto più importante che non in tutte le altre civiltà del tempo. Questa caratteristica fu probabilmente favorita dal fatto che la principale divinità dell' isola era Potnia, la dea Madre Terra, che rendeva fertili i campi. Tra la popolazione non vi erano particolari differenze sociali; rilevante importanza avevano i mercanti, per il ruolo che il commercio aveva nell' economia cretese, mentre la totale assenza di fortificazioni fa pensare all' assenza di guerre interne e al fatto che i Cretesi si sentissero protetti contro nemici esterni dalla loro flotta.


Il palazzo di Cnosso copre un'area di circa 20 mila metri quadri.E' il più grande e il più spettacolare tra tutti i palazzi minoici. Ha tutto il tipico stile architettonico del 1700 a.C.quattro ali disposte intorno ad un cortile centrale rettangolare, orientato da N a S, che è effettivamente il nucleo dell'intero complesso. L'ala est contiene le stanze residenziali, i laboratori e un tempio. L'ala ovest è occupata da magazzini con grandi pithoi (vasi contenitori), luoghi di culto, la sala del trono e, nei piani superiori, i saloni per i banchetti. L'ala nord contiene il cosiddetto "ufficio doganale", la bacinella purificatrice e la zona teatrale costruita in pietra. Il Propylon a sud è l'edificio più imponente esistente nell'ala sud. Un secondo cortile pavimentato nella parte ovest del palazzo, equipaggiato con "vie di processione" (strette strade lastricate), che venivano probabilmente usate per cerimonie religiose. Il palazzo aveva molti piani, fu costruito con blocchi di bugnato rustico e i suoi muri decorati con splendidi affreschi, per la maggior parte rappresentativi di cerimonie religiose e scene della natura.Molte volte nei palazzi oltre a venir tratti gli animali le piante momenti di festa di cerimonia ecc... Compaiono molte immagini di divinità che per noi sono senza nome. Fra queste è famosa la signora degli animali, come viene chiamata dagli archeologi , spesso è raffigrata con due serpenti in mano . Si tratta della dea della fertilità , la dea madre, una figura tipica delle antiche civiltà che si affacciavano sul Mediterraneo . Questa dea assicurava la riproduzione degli animali , compreso l'uomo . e dei vegetali . Inoltre presiedeva alla vita e alla morte . Alla dea madre si sacrificava il toro e proprio esponendo gigantesche corna di pietre si segnalava la sacralità di templi e palazzi . La fertilità era un tema fondamentale per la religione cretese . Il toro ne era il simbolo, per questo i cretesi lo rappresentavano frequentemente. C'è un dipinto , in particolare , che colpisce. E' un affresco ritrovato nel palazzo di Cnosso; descrive una sorta di "corrida" con un giovane che compie un salto , un eccezionale gesto acrobatico sulla groppa di un toro. La religione cretese era celebrata all'aperto, sui monti, Iriti si svolgevano presso alberi, fonti o colonne in pietra dove si pensava che le divinità si facessero vedere dagli uomini. Non c'era quindi bisogno di grandi edifici sacri la natura era il santuario della divinità. A Thera , oggi Santorini , attorno al 1600 a.C. esplose un vulcano. Seguì una catena di terremoti di cui risentì anche Creta, da quel momento in poi iniziò la sua decadenza, di cui non sono trovate le ragioni. Nel 1400 a.C. circa Creta non seppe resistere all'invasione dei Micenei , un popolo bellicoso della città di Micene , posta nel Peloponneso: il grande palazzo di Cnosso venne nuovamente distrutto e non fu più ricostruito.
Il declino progredì e si accelerò nell'XI secolo a.C. quando i Dori occuparono interamente l'isola di Creta. Da allora Creta non si distinse più dalle altre città della Grecia; quando altrove fiorivano le poleis , a Creta vigevano ordinamenti arcaici e Creta fu importante solo come emporio di mercenari. La costituzione di Gortina, a carattere aristocratico come quella spartana di cui quella cretese fu forse il modello, prevedeva un governo collegiale di dieci cosmi magistrati appartenenti alla nobiltà corrispondenti ai cinque efor i quali governavano la città con l'assistenza della gerusia , un consiglio di anziani scelti fra gli ex cosmi. Col dissolvimento dell'impero macedone di Alessandro Magno i Cretesi riuscirono a conservare una certa indipendenza e l'economia si volse alla pratica della pirateria.