L'acqua nel Cristianesimo

Vedremo in particolare l’acqua come elemento della religione cristiana, cominciando dal significato che l’acqua ha nel Vangelo, che è il testo sacro centrale del cristianesimo. Gesù e i primi cristiani appartenevano alla cultura e tradizione ebraica, perciò la presenza dell’acqua nella religione cristiana è significativamente legata all’ebraismo. Secondo la Bibbia Ebraica, quella che i cristiani chiamano Antico (o anche primo) Testamento, l’acqua è dono della bontà di Dio, di Iahweh, che la dà gratuitamente alle persone e a tutti gli esseri viventi. Ma soprattutto negli scritti detti sapienziali e nei profeti, che raccolgono anche poesie o preghiere, l’acqua è anche il simbolo della purificazione. L’immagine della sete, significa una sete spirituale, l’anima che ricerca Dio. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo che Gesù, morendo sulla croce, dice “Ho sete”, secondo la spiritualità del Vangelo, non è solo una sete fisica, è sete, è voglia e necessità, dell’incontro con Dio. E nello stesso Vangelo Gesù dice: “Chi ha sete venga a me, e beva”, e anche “Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete”, per indicare che in Lui, in Gesù, si può incontrare Dio, avere un’esperienza spirituale piena e significativa.
Ma Gesù usa l’immagine dell’acqua anche per indicare la solidarietà e il servizio tra persone. Gesù fa il gesto di lavare i piedi ai discepoli, un gesto umile, che i maestri non facevano. Eppure Gesù usa questo gesto per dire che nei rapporti tra le persone bisogna comportarsi così, senza scale o classi, sena superiori o inferiori, ma tutti si vogliono bene e si aiutano gratuitamente. Questo atteggiamento, forse così lontano dalla mentalità delle persone, è lo stesso atteggiamento di Dio, che Gesù dice: “Fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5,46), cioè dona largamente e senza chiedere nulla in cambio, indipendentemente dal merito.Passiamo ora al Battesimo. Nel Cristianesimo ci sono tante confessioni (chiese evangeliche, ortodossa, cattolica, ma c’è un unicoBATTESIMO. Questo è detto rito di iniziazione, perché introduce in una vita di fede all’interno della chiesa. E’ un rito che è presente in tutte le confessioni cristiane: ortodossa, evangelica e cattolica.

Si parla anche di SACRAMENTO, che indica un rito in cui si usa un elemento concreto, materiale per rappresentare un evento spirituale. In questo caso è l’acqua è l’elemento materiale che indica l’azione divina, dello Spirito Santo, che fa diventare nuove creature, Figli di Dio. La parola Battesimo significa immersione. All’inizio del Cristianesimo c’era solo il Battesimo degli adulti, questi si immergevano nell’acqua e quindi ne uscivano. Questo simbolismo ricorda da una parte la morte (l’immersione nell’acqua non permette la vita) e il riemergere ricorda la vita, la vita ritrovata.


L'acqua nell' ebraismo

Questa religione è detta MONOTEISTA , perché crede che esista un solo Dio, che gli ebrei chiamano Iahveh. Però, questo nome è considerato sacro, quindi, quando si trova la scritta Yahveh, si dice “Adonai”, che significa “Signore”. Gli Ebrei credono che Dio parla loro attraverso il libro sacro; questo libro, che in realtà è scritto su rotoli di pergamena, è composto dalla Torah (la Legge), dagli scritti dei profeti, dagli scritti sapienziali Se un mezzo privilegiato per avere questa relazione con Dio è il libro, chi vive la religione ebraica sente come centro della sua vita di preghiera nell’ascolto del libro sacro. C’è una frase della Torah che è particolarmente importante per gli ebrei, che dice così: “shemà, Israel”, cioè: ascolta, Israele. “Shemà, Israel, Adonai elohenu, Adonai ehah” Fin dalle prime righe della Torah vediamo la presenza dell’acqua: qui si parla della Creazione, da parte di Dio, di Iahveh. L’acqua non è un elemento divino, ma è creata da Dio. In questo la religione ebraica si distingue da altre religioni antiche che vedeva nell’acqua una divinità. Dio è al di sopra dell’acqua, ne è il creatore. In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque che son sotto il firmamento dalle acque che son sopra il firmamento (Genesi 1,2.7) che significa le acque presenti sulla terra e le acque del cielo, che scendono a noi in forma di pioggia. Forse non è tanto facile comprendere, perché gli ebrei dell’antichità, cioè gli ebrei che hanno scritto questo racconto della creazione, avevano una visione del mondo e del cosmo un po’ diversa dalla nostra. La terra per loro era piatta, il cielo era come una cupola, oltre cui c’erano le acque superiori, e c’erano come delle porte che si aprivano, e facevano scendere la pioggia. E’ Dio che decide questa apertura delle porte, lui, Yahveh, Adonai, continua ad essere il datore dell’acqua: Lui l’ha creata, Lui la dà agli uomini e alle creature, dando così la vita. “Il Signore aprirà per te il suo benefico tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutto il lavoro delle tue mani” (Deuteronomio 28,12). L’acqua è vista come un elemento positivo, che dà vita alle persone e agli animali, è un dono di Dio, dono gratuito che Egli dà, perché Dio è un Dio buono.

ABBATE GOLIA E CORTESE