Spero di avervi alleggerito un poco lo studio anche se sono io ad aver fatto un po' di compiti a casa! ;)





storia speciale di un ragazzo coreano per quanto riguaeda medici senza frontier è impossibile caricare il filmato italiano, però esiste su youtube

quello inglese( nn è un obbligo guardarlo)filmato bangladesh msf appena ho tempo vi carico la traduzione del filmato



poichè mi trovo carico anche il video di nerone...dura pochi minutidomus aurea di nerone



romanzo storico





guardate la presentazione che vi può aiutare nei passaggi più difficili degli appunti qua sotto





IL NATURALISMO IN FRANCIA Il Naturalismo nacque in Francia attorno alla metà dell’Ottocento, per opera di scrittori come Emile Zola, Flaubert e Maupassant. Il vero capofila dei naturalisti francesi e il maggior teorico del movimento fu, però, Emile Zola che ne fissò i principi nella teoria del Romanzo Sperimentale. Secondo Zola lo scrittore non doveva scrivere stando seduto al tavolo di lavoro, ma sarebbe dovuto uscire in mezzo alla gente, per sperimentare le situazioni e frequentare i luoghi dove avrebbe dovuto inserire i personaggi del romanzo: avrebbe dovuto studiare gli ambienti, le reazioni della gente, limitandosi poi a scrivere in piena oggettività quello che aveva appreso, proprio come uno scienziato che riferisce il suo sperimento appena terminato. Inoltre egli è convinto che lo scrittore deve individuare i moventi delle azioni umane e dovrà andarli a cercare nella dipendenza di ogni individuo dall’ambiente in cui vive. E ciò in piena adesione all’estetica, che affermava che l’opera d’arte doveva appunto mettere in evidenza i condizionamenti dell’uomo ( cioè dell’ambiente e del momento storico). Perciò l’attenzione di Zola e degli altri naturalisti è incentrata sugli aspetti meno splendenti della realtà sociale, in particolare quelli della plebe parigina, dei diseredati, tutti analizzati in stretto rapporto con l’ambiente in cui vivono.
I PRICIPI DEL NATURALISMO Possono essere così sintetizzati: 1) lo scrittore deve essere simile ad uno scienziato che riproduce nella sua opera l’esperienza reale e vissuta; 2) l’argomento deve essere la “ realtà sociale “; 3) la pagina scritta deve riflettere la realtà, assumere l’aspetto di “ documento oggettivo “ e non lasciare mai trasparire la soggettività dell’autore.
IL VERISMO IN ITALIA In Italia intorno al 1870, la tendenza al reale si impose, intorno al 1870, dietro la spinta del Naturalismo francese e diede vita al Verismo, che del movimento francese prendeva le caratteristiche fondamentali, calandole però in un contesto storico diverso. In Italia, infatti, la Rivoluzione industriale era ancora agli inizi. Ad una “ questione sociale “ si aggiungeva nella nostra penisola la “ questione meridionale “, prodotta dal divario tra Nord e Sud ( il primo industrializzato, il secondo ancora legato al sistema dei latifondi e afflitto dalla miseria e dal brigantaggio ). E gli scrittori veristi, per la maggior parte del Sud, assunsero come tema principale dei loro scritti proprio le dolorose condizioni delle loro terre d’origine. Così il Verismo acquistò “carattere regionalistico” poi la realtà italiana era differente nelle varie regioni.
I PRINCIPI DEL VERISMO Il maggior teorico fu Capuana, conterraneo e coetaneo di Verga, che fissò i principi fondamentali del movimento in tre punti: 1) occorre scrivere ritraendo la vita dal vero. La pagina letteraria deve essere “un documento umano”; 2) la rappresentazione della realtà non deve essere fatta dall’esterno: deve essere una ricostruzione dall’interno, identificandone i fatti secondo il loro svolgimento. La rappresentazione richiede anche l’impersonalità dello scrittore, la cui presenza nell’opera deve risultare “invisibile”; 3) la lingua e lo stile devono essere inerenti ai fatti. La lingua deve essere “ espressione obbiettiva del mondo rappresentato”, deve aderire con la mentalità dei personaggi e deve comprendere forme “ dialettali”

Zola appartiene al movimento chiamato Naturalismo.
Verga appartiene al movimento chiamato Verismo.
Quest’ultimo si rifà al movimento francese del Naturalismo (1875).
Tra questi due movimenti vi sono alcune differenze principali:
Gli autori naturalisti preferiscono analizzare le grandi città. Al contrario degli autori veristi che preferiscono analizzare piccoli paese e campagne. Gli autori naturalisti sono ottimisti e preferiscono analizzare la denuncia sociale, lo stato degli operai, i bambini. Hanno uno scopo attivo e propositivo. Gli autori veristi i quali, trattando degli argomenti di cui sopra, sono pessimisti e vi è sempre il dolore. Non vedono speranza alcuna di cambiare la classe sociale di appartenenza anche se questo è il periodo dell'“entrata in gioco” della borghesia e i ceti medi. Per Zola vi è un rifiuto di consolazione di tipo religioso. Di contro, vi è una visione meccanica già predefinita da leggi scritte, ma poi, con il susseguirsi degli eventi si può raggiungere la felicità. Secondo i veristi ed i naturalisti l’uomo è il prodotto di tre fattori:
1.RAZZA (famiglia);
2.AMBIENTE SOCIALE;
3.CONTESTO STORICO, fondamentale in quanto vi è particolare attenzione a questo fattore.
Le tecniche narrative di Zola sono:
I. REALTA’ CONTEMPORANEA;
II. AMBIENTE (preciso ed attento);
III. I PERSONAGGI (che sono calati in quell’ambiente);
IV. LESSICO DELLA LINGUA PARLATA (gli ambienti sono presentati secondo la “lingua parlata”di quei luoghi);
V. IMPERSONALITA’ (l’autore si eclissa, scompare dalla storia);
Le tecniche narrative di Verga sono:
I. IMPERSONALITA’ E NARRATORE POPOLARE. Pare quasi che l’autore non ci sia e che non esprima giudizio alcuno, anzi, vi è il punto di vista dei personaggi all’interno della rosa (vd La roba) . L’autore usa il linguaggio corale che da globalmente il giudizio implicito e spessissimo vi sono fenomeni di straniamento (vengono presentati normali atteggiamenti che tali non sono).
II. ARTIFICIO DELLA REGRESSIONE. Per adottare il punto di vista del popolo, rinuncia alla sua intellettualità ed assume la prospettiva (cultura, etica) popolare.
III. PRINCIPIO DELLO STRANIAMENTO. La tecnica dello straniamento consiste nell'adottare, per narrare un fatto e descrivere una persona, un punto di vista completamente estraneo all'oggetto e questo procedimento narrativo lo troviamo usato in larga misura nelle opere veriste del Verga.

IV. DISCORSO INDIRETTO LIBERO. Non vi sono segni grafici, il discorso è in 3^ persona. Manca il verbo reggente e nel linguaggio popolare vengono riferite idee proprie del personaggio.
V. LA CONCATENAZIONE. Questa può essere per identità o per convinzione. In quella per identità consiste nel porre a poca distanza parole di significato analogo, in quella per convinzione di mettere una parola e subito dopo il suo contrario.
VI. RIPETIZIONE. Rientro significativo a dettagli descrittivi che ritornato per dare un’unità organica. Queste possono essere a distanza di pagine ma anche nella frase successiva.
Il linguaggio di Verga non è colto ma non vi è neppure poco dialetto. Vi si trovano espressioni popolari, ha una sintassi del modo parlato (la parola che utilizzata più volte e con significati diversi).